Dragonero Il Ribelle secondo me

Finalmente, finalmente, finalmente…

Per chi non lo sa Dragonero è una serie fantasy della Sergio Bonelli Editore ideata da Luca
Enoch e Stefano Vietti. Il protagonista è Ian Aranill (conosciuto anche come Dragonero), un Varliedarto, ovvero un discendente di una casata di uccisori di draghi. Solitamente viene accompagnato nelle sue avventure dal suo migliore amico orco Gmor e dall’elfa dei boschi Sera. Ma ci sono tantissimi altri compagni di battaglia nel mondo di Dragonero, alcuni deceduti altri ancora in vita, altri che invece dobbiamo ancora conoscere più approfonditamente. E, grazie al reboot che ha avuto la serie ripartendo dal numero 1, di nuovi personaggi ce ne sono veramente tanti.
Dopo l’invasione delle Regine Nere, avvenuta nella Saga delle Regine Nere appunto, l’Erondar si deve ancora riprendere dal duro colpo ricevuto. Il suo giovane principe Nahim Erondar, su cui sono ricadute tutte le responsabilità dopo la morte di suo padre Aithor Erondar, il re, si lascia un po’ andare e prende le cose con filosofia, diciamo così.
Viene afflitto da una grave malattia chiamata il Pianto Rosso, una malattia da cui non c’è scampo. Ma un sacerdote si presenta alla sua tenda, con al seguito tutti i suoi fedeli. Afferma di essere in grado di guarire miracolosamente le persone da questa piaga, in nome della Dea delle Lacrime. Questo personaggio a chi segue la serie sin dagli albori non è sconosciuto, si tratta infatti di Leario, un furfante dagli strani poteri. Può guarire qualsiasi malattia ma dopo un po’ sarà lui a subirne i sintomi e dovrà “scaricare” il malanno ad un altro essere vivente, animale o umano che sia. Guarisce Nahim e per aver salvato la vita del re viene invitato a corte. Leario, che aveva fatto ammalare Nahim con un astuto trucco, ovviamente accetta subito. Appena arrivato al palazzo imperiale comincia a prendere sempre più potere grazie al terrore che provoca la sua Dea delle Lacrime. Diventa il Gran Sacerdote Avadhatya (che significa “prediletto” in lingua antica) e convince Re Nahim a conquistare tutte le città dell’Erondar grazie al potere della sua Dea. Infatti la Dea delle Lacrime è reale, è una degli antichi dei distruttivi che popolavano l’Erondar in passato, ed i lettori di Dragonero sanno bene che più credi in loro più potenti e reali diventano. Quindi Leario prende il controllo dell’impero, mentre Nahim è assuefatto dal buon vino e da belle cortigiane.
Si crea però una resistenza, organizzata dall’astuto Cancelliere Vrill Ausofer (di cui ancora ben poco sappiamo) e capeggiata dal nostro eroe, ovviamente.
Con queste ultime vicende la serie di Dragonero sembrava una bomba pronta ad esplodere ma già dai primi numeri del reboot la trama si è appiattita notevolmente. Ian continua a vivere le sue classiche avventure e della ribellione si sa poco, non si sa come si sono organizzati, quali sono i loro piani, come reclutano le loro Spade di Giustizia. Ad un certo punto in un racconto ci rivelano che hanno già provato a fare un assalto a Vàhlendàrt (la città imperiale)… COSA?! E perché non mostrarcelo direttamente?
Insomma, ci sono molte scelte narrative che non mi sono piaciute, non si avverte nessun pericolo da parte dell’Impero, i Ribelli sembrano gli allegri compagni di Robin Hood, benché gli ultimi numeri della serie originale (il 76 e il 77) facessero presagire un continuo della storia molto più dark e intenso. Si è persa addirittura la crudezza caratteristica delle storie di Dragonero, abbassando notevolmente il target di età.

Gli ideatori hanno dichiarato che nonostante la serie porta il soprannome di Ian non è lui il protagonista, o meglio, non è il solo. Infatti in Dragonero Il Ribelle si sono discostati parecchio da Ian, che è diventato un personaggio monodimensionale, a differenza di prima (nei numeri della serie originale infatti ne esploravano ogni sfumatura grazie alle numerose conversazioni tra lui e Alben, il luresindo). Questo di per sè non è un problema, il problema si presenta se non fai esplorare in maniera interessante nemmeno gli altri personaggi…
L’unico, davvero, l’unico personaggio nuovo che ricordo è l’arciere dai tratti giapponesi che viene introdotto nella storia “Le gazze ladre”. Ma lo ricordo solo per il suo aspetto (i “ranger” sono i miei personaggi preferiti) e soprattutto per la mediocrità della storia in cui fa la prima apparizione. Tra l’altro il femminismo sfrenato in cui si sono lanciati gli autori ha veramente scocciato, li sapessero almeno fare i personaggi femminili.

E’ sconcertante pensare che le testate americane riescono a continuare la trama, ad infilare scene di azione e relazioni tra i personaggi in albi di sole 24 pagine e Dragonero non riesce a fare lo stesso in 98. Prendo per esempio la serie 52 della DC Comics che ha diversi archi narrativi con diversi personaggi che si evolvono parallelamente negli stessi spillati: secondo me sarebbe perfetto fare una cosa del genere anche per Dragonero, in modo da non perdere mai il ritmo e non rendere alcuni numeri semplicemente dei filler. L’altra opzione sarebbe far uscire diverse serie spin-off con protagonisti i personaggi secondari, in modo tale da continuare sulla serie di Dragonero la trama principale e nelle altre… beh farci quello che gli pare. Io gradirei molto una serie su Gmor ad esempio, o su Sera… o su Aura che è un personaggio molto interessante.

Finalmente però nel nuovo numero (il 31) abbiamo visto che fine hanno fatto tutti i personaggi che ci erano stati presentati e di cui avevamo perso le tracce. Finalmente si respira aria di guerra. Finalmente si vedono i ribelli alla carica che combattono per il popolo. Qualcosa si sta muovendo dopo la piattezza che le storie hanno avuto fino ad ora. Ed è anche il minimo direi, visto che finalmente siamo arrivati ad un punto di svolta preannunciato già da qualche mese.
Un vecchio nemico è tornato: Saul Jeranas, un luresindo passato al lato oscuro: il suo obbiettivo è conquistare l’Erondar per renderlo una oligarchia governata da maghi. Perché degli esseri con delle abilità come le loro dovrebbero sottostare ad esseri inferiori? Chiamatelo stupido.
Per assediare Vàhlendàrt ha formato un esercito di non-morti resuscitando gli eserciti caduti nella Piana dei Ciclopi (il campo di battaglia dove si è tenuto lo scontro finale con le Regine Nere), quindi rivedremo vecchi amici e nemici.
Per i Ribelli Saul Jeranas è un problema, ma non solo, è anche una soluzione al loro problema più grande, ovvero Leario. Il loro piano è di allearsi con l’Impero, per sconfiggere l’armata dei non-morti, per poi colpirlo alle spalle. Sembra che il gran finale sia sempre più vicino, ma chi sa come andranno le cose. Noi sappiamo solo che ci sono altre trame che si stanno formando: ci hanno mostrato il futuro con Gmor e Ian, che addirittura ha dei nipoti, anziani, alle prese con altri problemi da affrontare. E non dimentichiamoci degli Abominii, nel presente, che si stanno preparando per un ritorno in grande stile, quindi si spicciassero, perché noi vogliamo vedere cose nuove e avvincenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...